In queste ultime settimane, molte aziende che hanno costruito per anni la propria virtualizzazione su VMware, improvvisamente si sono ritrovate a dover riconsiderare budget, rinnovi e strategie. Il motivo è noto: con l’integrazione di VMware in Broadcom, il modello commerciale è stato ripensato in modo radicale, con una spinta decisa verso le sottoscrizioni e verso offerte sempre più “a pacchetto”. In altre parole, non è la tecnologia ad aver perso valore: sono cambiate le regole del gioco e, di conseguenza, molte organizzazioni stanno cercando una strada più sostenibile.
Cosa è cambiato davvero con VMware? Il punto centrale è che oggi la direzione è orientata in modo molto più netto verso il modelli ad abbonamento rispetto all’acquisto di singoli componenti come avveniva spesso in passato. Parallelamente, il mercato ha iniziato a parlare sempre più spesso di licenze per-core e di requisiti che, soprattutto in contesti piccoli o medi, possono portare a preventivi sensibilmente più alti rispetto alle condizioni storiche.
In questo contesto, Microsoft Hyper-V torna al centro con una logica molto pragmatica, soprattutto per le aziende che operano già in ambiente Windows. Per chi ha infrastrutture Microsoft-centriche, Hyper-V non è un piano B: è spesso la traiettoria più naturale, perché consente di rimanere coerenti con lo stack già presente, semplificare la gestione e, in molti casi, rendere più lineari i costi.
L’integrazione nativa con Windows Server e con gli strumenti di amministrazione Microsoft aiuta a ridurre complessità operative, mentre l’evoluzione delle versioni più recenti di Windows Server porta in dote miglioramenti continui su performance e sicurezza, rendendo la piattaforma adatta anche in scenari moderni, con requisiti stringenti, e costi sempre sotto controllo.
Naturalmente, la convenienza reale dipende dai carichi di lavoro, dalle licenze in uso, dall’architettura attuale e dal livello di servizi che l’IT deve garantire. Proprio per questo, prima di muoversi, conviene misurare e disegnare bene il percorso.
Ed è qui che UNO SISTEMI entra in campo al fianco dei propri clienti.
Migrare non significa semplicemente “spostare delle licenze”, ma proteggere continuità operativa, prestazioni e tempi, evitando sorprese.
In UNO SISTEMI Srl affrontiamo questo tipo di progetto con un approccio molto concreto: si parte da un’analisi dell’esistente, si definisce un disegno di destinazione coerente, si esegue un pilot su un perimetro controllato e solo dopo si pianifica il cut over con finestre e test chiari, sempre prevedendo una strategia di ritorno.
Il valore non sta nel fare in fretta, ma nel fare bene.
Se oggi ci chiediamo se ha ancora senso restare su VMware alle nuove condizioni o se sia il momento di passare a Hyper-V, la risposta migliore non è “sì” o “no”, ma una valutazione concreta basata su numeri, criticità e obiettivi.
In UNO SISTEMI Srl possiamo aiutarti a chiarire rapidamente lo scenario più sostenibile e il percorso più sicuro, così da proteggere continuità operativa e investimenti. Contatta i nostri consulenti commerciali per saperne di più.


